Se ci vede Gadda, siamo fritte: studio sulla misogina nell’Eros e Priapo

di Francesca Grazia Se è vero che siamo l’educazione che riceviamo allora è lecito giustificare il maschilismo gaddiano. Oppure no: la formazione, l’istruzione ricevute risultano essere le origini più logiche per risalire alle origini di questo “maldidonna”, anche se per Gadda, classe 1893, bisogna guardare molto indietro rispetto alla nascita della scuola di regime. L’IngegnereContinua a leggere “Se ci vede Gadda, siamo fritte: studio sulla misogina nell’Eros e Priapo”

Il partigiano agro: un confronto tra Fenoglio e Bianciardi

La generazione del 1922 viene definita da Calvino la “generazione degli anni difficili”, molti si soffermano su tale dichiarazione, riflettendone il significato, altri meno. La portata dell’evento è straordinaria: in un solo anno un caso di nascite molto particolare che rappresenterà l’impegno politico e civile della resistenza e, successivamente, del dopoguerra: chi in editoria eContinua a leggere “Il partigiano agro: un confronto tra Fenoglio e Bianciardi”

La parola “temperata”: le metafore musicali nella Commedia

Dante è stato anche un musicista. Ebbene sì, non possiamo più negarlo. Il sommo poeta, la cui figura ci sembra tanto familiare per i tanti anni di frequentazione scolastica, non smette mai di stupirci. Numerosi studi hanno dimostrato come la musica abbia rivestito un ruolo non secondario nella formazione e nell’arte di Dante Alighieri, dellaContinua a leggere “La parola “temperata”: le metafore musicali nella Commedia”

L’enigma: Ivan Il’ič e la morte

“Finita la morte” bisbiglia Ivan Il’ič sul proprio letto di fianco ai suoi stretti e detestabili familiari, un’affermazione che, dopo qualche ora o qualche minuto appassionato di lettura, suona già come una dolce e deprecabile sentenza. Ma la forza e la dolcezza d’altronde sono le qualità di uno scrittore, o per meglio dire narratore, comeContinua a leggere “L’enigma: Ivan Il’ič e la morte”

I silenzi di Fenoglio

Capita di leggere Fenoglio a piccole dosi, all’interno di un’antologia per esempio, e di rimanerne delusi, se non addirittura infastiditi. Il piacere della lettura cresce gradualmente, giunge alla soglia della sua piena realizzazione, e subito dopo crolla in un turgore troppo esibito o in un silenzio di cui si ignorano le ragioni. Non bisogna pensareContinua a leggere “I silenzi di Fenoglio”

I singhiozzi di Vittorini: prima e dopo “Conversazione in Sicilia”

I due romanzi incompiuti di Vittorini, Erica e i suoi fratelli e La Garibaldina, sono una lettura imprescindibile per chi vuole studiare l’autore. Infatti, pubblicati assieme e contenuti nello stesso volume, forniscono la chiave di lettura dell’opera vittoriniana. Offrono il diadema temporale del prima e del dopo: prima della guerra civile spagnola e dopo, primaContinua a leggere “I singhiozzi di Vittorini: prima e dopo “Conversazione in Sicilia””

Il fuoco nell’abisso: McCarthy, la strada e l’orrore quotidiano

L’apocalisse è un macro-tema fortunato e fecondo nell’America di oggi, e ciò risulta evidente dalle mille versioni più o meno banali che la cinematografia ha proposto: dai commerciali quanto piacevoli film intergalattici appiattiti dalla retorica del bene e del male, ai più compiuti film hollywoodiani, le cui grandi regie mascherano forse certi atteggiamenti di mascolinitàContinua a leggere “Il fuoco nell’abisso: McCarthy, la strada e l’orrore quotidiano”

Malacarne: l’epos paradossale degli anni ’90

Malacarne. Un suono antico, intriso degli umori nauseabondi rilasciati da un corpo in decomposizione, la condanna del dialetto palermitano che viene pronunciata sottovoce, guardandosi le spalle, e che rimanda agli antivalori (omertà, tracotanza, ferocia) iscritti addirittura nel codice genetico del criminale. “Gli altri sono scafazzati, ma lui è proprio un malacarne” si sente tra leContinua a leggere “Malacarne: l’epos paradossale degli anni ’90”

I’m ill of thinking: le ragioni del dolore in Gadda

La cognizione del dolore è uno dei viaggi più inquietanti alle origini del male, al fondo di una notte che azzera ogni ipotesi di luce, stordisce nella riproposizione coatta di scene implacabili. Lo stesso titolo inquieta, non permette una soluzione, ci appare sdoppiato da un cavillo grammaticale, dalla preposizione che privilegia uno e uno soloContinua a leggere “I’m ill of thinking: le ragioni del dolore in Gadda”

La nona onda

“Complimenti, bitch”1 così Ezra Pound saluta nella corrispondenza con l’amico T.S. Eliot il poemetto “The Waste Land”, oramai concluso. Le lettere tra il Mecenate e il suo “protetto” letterario appaiono più che interessanti per fissare le problematiche questioni relative alla tormentata gestazione del poemetto. A seguito di un esaurimento nervoso determinato dall’aggravarsi delle condizioni diContinua a leggere “La nona onda”