Il funferal del cinema: appunti su “Un film fatto per Bene”

di Claudio Varsalona La morte, nerissima e affilata come la sua falce, insegue il santo idiota, il candido Peppino, e lo conduce – insieme ad una subdola carrellata – al tavolo da gioco. «Il pareggio non serve a nessuno» gli intima, e ciononostante la partita tarda a cominciare. Sono immobili, la notte ne prolunga iContinua a leggere “Il funferal del cinema: appunti su “Un film fatto per Bene””

“Iddu” e l’impostura del padre

Di Claudio Varsalona Iddu – L’ultimo padrino è il film che chiude la trilogia siciliana di Grassadonia e Piazza, dopo Salvo e Sicilian ghost story. Presentato in concorso al festival di Venezia Iddu ruota, in senso più tecnico che metaforico, attorno la figura di un latitante, Matteo, modellato sull’arcinoto – benché fino alla sua catturaContinua a leggere ““Iddu” e l’impostura del padre”

Orfeo Felice: annotazioni su “La chimera” di Alice Rohrwacher

Di Claudio Varsalona «Noi siamo le api dell’invisibile. Noi raccogliamo perdutamente il miele del visibile per accumularlo nella grande arnia d’oro dell’Invisibile.» da una lettera di Rainer Maria Rilke al suo traduttore polacco, Vitold von Hulevicz. Buio. Una mano scopre un volto di donna, poi ci serra di nuovo gli occhi: nel gioco dello sguardoContinua a leggere “Orfeo Felice: annotazioni su “La chimera” di Alice Rohrwacher”

Gli occhiali di Ortese: vista e visione ne “Il mare non bagna Napoli”

di Alice Bada “La prima considerazione che mi si presenta è sulla scrittura del libro. Pochi riescono a comprendere come nella scrittura si trovi la sola chiave di lettura di un testo e la traccia di una sua eventuale verità. Ebbene, la scrittura del Mare ha un che di esaltato, di febbrile, tende ai toniContinua a leggere “Gli occhiali di Ortese: vista e visione ne “Il mare non bagna Napoli””

La pianura, la morte e la fotografia: vagabondaggi su “Verso la foce” di Gianni Celati

di Claudio Varsalona Nel 1981 Luigi Ghirri coordina un gruppo di fotografi con l’intento da una parte di decostruire gli schemi retorici attraverso cui si rappresentava il paesaggio italiano, e dall’altra di porre la giusta attenzione sul carattere “attivo” dello sguardo, sulla ricchezza e sulla varietà dei suoi alfabeti, dei suoi cataloghi di abitudini: nonContinua a leggere “La pianura, la morte e la fotografia: vagabondaggi su “Verso la foce” di Gianni Celati”

Il cinema e i suoi fantasmi: “L’ultima innocenza” di Morreale

di Claudio Varsalona “L’ultima innocenza” è il romanzo d’esordio di Emiliano Morreale, pubblicato da Sellerio e vincitore dell’opera prima al Campiello. Professore di storia del cinema e critico cinematografico, Morreale scrive un libro curioso, mosso da un quieto sperimentalismo e da un amore esibito fin sulle soglie del testo: quello per il cinema, l’ultima innocenzaContinua a leggere “Il cinema e i suoi fantasmi: “L’ultima innocenza” di Morreale”

Tra fotografia e letteratura: Palermo. Un’autobiografia nella luce

di Claudio Varsalona Uno delle forme predilette dalla sperimentazione contemporanea, favorita talvolta da un’editoria virtuosa, è quella dei foto-testi: una forma ibrida che apre nuovi sentieri alla narrazione, incoraggia un dialogo – spesso imprevedibile – tra scrittura e fotografia. La foto si concede alla scrittura in tutta la sua ambiguità, filo d’Arianna e al tempoContinua a leggere “Tra fotografia e letteratura: Palermo. Un’autobiografia nella luce”

Se ci vede Gadda, siamo fritte: studio sulla misogina nell’Eros e Priapo

di Francesca Grazia Se è vero che siamo l’educazione che riceviamo allora è lecito giustificare il maschilismo gaddiano. Oppure no: la formazione, l’istruzione ricevute risultano essere le origini più logiche per risalire alle origini di questo “maldidonna”, anche se per Gadda, classe 1893, bisogna guardare molto indietro rispetto alla nascita della scuola di regime. L’IngegnereContinua a leggere “Se ci vede Gadda, siamo fritte: studio sulla misogina nell’Eros e Priapo”

Il partigiano agro: un confronto tra Fenoglio e Bianciardi

La generazione del 1922 viene definita da Calvino la “generazione degli anni difficili”, molti si soffermano su tale dichiarazione, riflettendone il significato, altri meno. La portata dell’evento è straordinaria: in un solo anno un caso di nascite molto particolare che rappresenterà l’impegno politico e civile della resistenza e, successivamente, del dopoguerra: chi in editoria eContinua a leggere “Il partigiano agro: un confronto tra Fenoglio e Bianciardi”

La parola “temperata”: le metafore musicali nella Commedia

Dante è stato anche un musicista. Ebbene sì, non possiamo più negarlo. Il sommo poeta, la cui figura ci sembra tanto familiare per i tanti anni di frequentazione scolastica, non smette mai di stupirci. Numerosi studi hanno dimostrato come la musica abbia rivestito un ruolo non secondario nella formazione e nell’arte di Dante Alighieri, dellaContinua a leggere “La parola “temperata”: le metafore musicali nella Commedia”